Aeroporto Catullo – C’avete rotto

 
 

… il Catullo

Ora basta.

Discussioni su chi deve intestarsi la vittoria da pirla, nemmeno di Pirro.

Breve ricapitolazione prima di iniziare ad intervistare tutti i protagonisti e anche no, che abbiano interesse a partecipare.

Prima una domanda: ma la commissione Zelger a che punto è?

Allora, nel 2013 Arena (il presidente) cerca investitori, dicono che il Catullo sia in fallimento e allora a che pro mettersi sul mercato senza imporre investimenti, così da rilanciare sia Verona che Brescia? Passiamo avanti. la trattativa invece di essere con gara pubblica (come indicato poi da ANAC e AGCM e Corte dei Conti) avviene a “trattativa privata” ovvero con viaggi da Verona a Venezia e da Venezia a Verona, sia per  Presidente che della “politica” che gestiva il tutto all’epoca.

Nel 2014 entra SAVE, con Marchi, siccome deve salvarsi uscendo dalla sua compagine societaria Morgan Stanley, deve evitare danni da competitor, e quindi con l’aiuto dell’allora Confindustria nazionale entra in Catullo e lo “uccide”.

Tutti a dire che SAVE fosse la salvatrice della patria, in realtà basta guardare i dati di bilancio e parlare con chi lavorava all’interno per scoprire la balla continua.

In realtà SAVE ha messo capitale che è finito in pancia a Banco Popolare. Il Piano d’investimento  approvato dall’assemblea dei soci del 2013 (ante SAVE) viene buttato nel cesso sia perché sarebbe stato impossibile da parte di SAVE realizzarlo (erano più di 140 milioni) sia perché avrebbe lanciato Verona a scapito di Venezia.

Nel frattempo Marchi con Arena si affretta a dire che Brescia si deve tenere e sviluppare, e parliamo del 2015. Le notizie di stampa sono recuperabili, ed in ogni caso nella nostra inchiesta che dura dal gennaio 2018 c’è tutto per chi volesse leggere oltre la cortina fumogena del nulla.

I voli partono per Venezia e Verona diventa un clone di Treviso, low cost e via pedalare; investimenti in corso di valutazione e tutti zitti, personale direttivo ridotto e concentrato su Venezia.

2016 presentazione nel dicembre da parte di Marchi in Confindustria Verona (fatalità) per dire he ci saranno nuovi investimenti di sviluppo, quelli anticipati un anno prima da Arena e Riello che entra in campo a sostenere gli amici.

2017 silenzio assoluto in campagna elettorale da parte di tutto l’arco costituzionale, tutti quelli che ora si riempiono la bocca di parole da destra a sinistra passando per i cinque stelle ed il sindaco uscente. Andate a leggere i programmi e poi chiedete lumi a chi ora gioca alla politica.

2018 decisone dell’ANAC che dichiara che non si poteva fare, che cosa? La cessione dal Comune di Villafranca a SAVE di quel 2% che poi, come nella canzone di Endrigo che dal seme arriva al tavolo, arriva ad avere la maggioranza relativa e a controllare tutto.

Dal 2019 ad oggi annunci di 99 rotte e tutte per portare via i turisti e non per farli arrivare.

Nota di colore la Procura che riceve le notizie da Cantone con l’ANAC, dalla Corte dei Conti che spiana il Comune di Villafranca, cosa fa? … manda in giro avvisi di garanzia e li archivia, l’abuso d’ufficio sarà depenalizzato… gli altri possibili reati non ci sono. Amen.

I dati di traffico li abbiamo ripetutamente pubblicati, andateveli a cercare ed in ogni caso sono pubblici in Assoaeroporti .

A questo punto, poiché si scaldano gli animi per le prossime amministrative, e siccome la genialità di chiudere Aerogest accelera le necessita di decisione, vedremo chi avrà le proposte più aderenti alla realtà, fermo restando che il progetto Romeo è un rutto a bocca aperta, e fare la “ferrovia” Catullo – Porta Nuova lo spreco di soldi del nuovo millennio.

Marchi, è noto, almeno a chi si informa, dovrà mollare SAVE a luglio o poco dopo, quindi tutto ciò che accade da adesso ad allora, se non gestito correttamente da parte dei “soci pubblici” (e su qualcuno abbiamo dubbi di correttezza), finirà per agevolare il Marchi in uscita ingrassando quel poco che gli servirà per non perderci troppo.

Adesso chi ha qualcosa da dire si faccia avanti, qui c’è spazio per un confronto di idee non di nulla, come quello che anche ora si legge. Tutti quelli che parlano dov’erano?

Eppure era tutto lì, bastava vedere, bastava leggere, bastava ascoltare.

Ora romperemo #finoallafine

Gerardo Grote

PS: la Camera di Commercio non metterà tutti i soldi, sia nel Catullo che nella Fiera… chissà perché…

 

 
 

LASCIA UN COMMENTO

Please enter your comment!
Please enter your name here