Un canale Telegram con quasi mille iscritti, contenuti suprematisti, propaganda razzista e adesivi comparsi sui muri di diversi quartieri cittadini. È quanto denunciano i Giovani Democratici di Verona, che affermano di aver monitorato e documentato a lungo l’attività della rete denominata “WLM”.
Secondo quanto riferito dai GD, il canale sarebbe utilizzato per diffondere messaggi di odio e materiali finalizzati ad alimentare risentimento nei confronti delle persone straniere, sostenere l’idea di una presunta “rivalsa” per diritti ritenuti sottratti e promuovere l’esaltazione della cosiddetta “razza bianca”.
Una propaganda che, secondo l’organizzazione giovanile, verrebbe accompagnata anche dalla diffusione di dati falsati o inventati, con l’obiettivo di sostenere tesi complottiste sulla presenza degli stranieri e sulla presunta sostituzione della popolazione bianca.
Nel mirino anche i bambini delle scuole
Tra gli aspetti segnalati dai Giovani Democratici c’è anche la condivisione di video relativi a recite scolastiche di bambini delle scuole elementari.
Secondo la denuncia, quei filmati non verrebbero condivisi per il loro contenuto scolastico, ma per evidenziare e contestare la presenza di bambini di origine straniera.
«Un lavoro di propaganda in chiave complottista martellante – sostengono i GD – che non si ferma nemmeno davanti al rispetto per l’infanzia».
Il “manuale per attivisti”
All’interno del canale sarebbe inoltre stato diffuso un vero e proprio “manuale per attivisti”, nel quale vengono promosse parole d’ordine riconducibili alla propaganda suprematista e alla teoria della cosiddetta “sostituzione”.
Tra gli obiettivi indicati nel materiale ci sarebbe anche quello di mettere in discussione la ricostruzione storica relativa a guerre mondiali, crimini razziali, schiavitù e Olocausto, presentandoli – secondo quanto riportato dai GD – come parte di una presunta narrazione ostile alle persone bianche.
I Giovani Democratici contestano inoltre le affermazioni relative alla presunta drastica diminuzione della popolazione bianca nel mondo, definite prive di fondamento.
Gli adesivi dopo le “passeggiate per la sicurezza”
Particolarmente significativo, secondo i GD Verona, sarebbe il legame temporale tra la comparsa degli adesivi e le cosiddette “passeggiate per la sicurezza” promosse in città da Luca Castellini, già esponente di Forza Nuova.
Le iniziative vengono presentate dai promotori come apolitiche. I Giovani Democratici, tuttavia, sostengono che l’analisi delle occorrenze e delle circostanze in cui compaiono gli adesivi evidenzierebbe una coincidenza ricorrente.
Secondo i GD, il risultato delle ronde sarebbe inoltre quello di richiedere la presenza e la scorta delle forze dell’ordine per gruppi che attraversano i quartieri con modalità considerate minacciose.
«I quartieri non hanno bisogno di squadracce»
Da qui l’appello politico dei Giovani Democratici alle istituzioni e alle altre forze politiche.
«I quartieri veronesi non hanno bisogno di squadracce che imbrattano i muri fomentando l’odio, ma di presenza istituzionale, coesione sociale e servizi», affermano.
L’organizzazione chiede quindi una presa di posizione netta contro ogni forma di estremismo e razzismo.
«Riteniamo doveroso accendere i riflettori su queste realtà e richiamare tutta la cittadinanza e le forze politiche a una condanna ferma e intransigente di ogni deriva estremista e razzista nella nostra città», sottolineano i GD.
A intervenire è Mattia Mosconi, vicesegretario dei Giovani Democratici di Verona con delega alla città di Verona, secondo cui le idee che prescindono dal rispetto della persona «non possono e non devono trovare cittadinanza» e devono essere isolate.





























