A Sona si parla del territorio martoriato e delle vertenze ambientali

 
 

Lunedì 17 novembre alle ore 20.30 a Lugagnano di Sona, sala civica della scuola Anna Frank in via Carducci 10, il candidato al consiglio regionale veneto per Avs Michele Bertucco e il coportavoce di Europa Verde Verona Lorenzo Albi incontreranno i cittadini sulle vertenze ambientali del territorio (bonifica Sun Oil, discarica di Cà di Capri, ecc.) e sugli altri temi della campagna elettorale per le regionali 2025. Introduce Lucio Santinato.

SUN OIL. “Alcune delle vertenze ambientali che riguardano Sona rappresentano il modello che dello s-governo del territorio attuato dal centrodestra negli ultimi 30 anni” attacca Bertucco. “Prendiamo la Sun Oil, di cui ho cominciato ad occuparmi nel 1984 come presidente di Legambiente Verona: a distanza di 40 anni la bonifica è ancora da fare e, oltre al danno la beffa, i costi ora rischiano di ricadere sulle spalle del Comune che giustamente chiama in causa la Regione, la quale però finora ha fatto spallucce”.

CA’ DI CAPRI. “Cà di Capri è un’altra vecchia conoscenza – continua Bertucco – venne chiusa per sette anni su mio esposto verso la metà degli anni Dieci. L’indagine portò anche all’arresto del direttore di Arpav Verona, ma la vicenda è tutt’altro che chiusa: la discarica di rottami d’auto (car fluff) ora cerca di spostarsi a Sorgà, ancora una volta senza una pianificazione e senza alcun confronto col territorio che viene sempre messo davanti al fatto compiuto. E’ questo ciò che dobbiamo cambiare” aggiunge Bertucco.

AMIANTO. Quali sono gli strumenti in mano ai cittadini? “La grande questione resta quella del controllo sulla politica perché strumenti e tutele spesso ci sono, ma rimangono sulla carta. La grande falda acquifera che si estende tra il capoluogo e l’entroterra gardesano è ben segnalata, ma ciò non ha impedito alla giunta regionale di centro destra di approvare una deroga (che i consiglieri di maggioranza colpevolmente non sono riusciti a respingere) che ha permesso la presentazione di due progetti per altrettante discariche di amianto a Caluri e Valeggio” affonda il candidato di Avs . 

CAVE E DISCARICHE. “Le minacce tuttavia non provengono soltanto da nuovi impianti ma anche da cave e discariche preesistenti. Tutto l’ovest veronese è stato scavato per decenni, e oggi, anziché pretendere la chiusura e il ripristino ambientale le attività estrattive continuano sulla base di deroghe concesse sempre dalla regione e sempre nel silenzio dei rappresentanti del territorio che oggi ci vengono a raccontare di volere un Veneto verde e fiorito. Il business è tale che gli stessi ripristini ambientali sono pensati per trasformare una attività di cava esaurita in una nuova attività di discarica, però la pazienza dei cittadini è finita, dobbiamo avere la forza di dire basta, abbiamo già dato!”

ENERGIA “SOSTENIBILE”. “Le stesse considerazioni valgono per i nuovi progetti invasivi per la produzione del biometano o l’accumulo elettrochimico dell’energia. Il business cavalca l’onda verde calpestando i territori. Una corretta pianificazione è alla base di tutto ma non basta se i vincoli non vengono rispettati e se i cittadini non possono fidarsi dei propri rappresentanti eletti” conclude Bertucco.