Gestire pazienti in stato di agitazione o con comportamenti aggressivi è oggi una delle sfide più complesse nei reparti di emergenza. Per questo il Pronto soccorso di Borgo Trento, a Verona, ha avviato un innovativo percorso formativo dedicato ai disturbi comportamentali acuti, coinvolgendo anche i negoziatori delle Forze dell’Ordine.

Il corso, partito il 29 aprile con una prima edizione e destinato a proseguire con altri appuntamenti nel corso del 2026, è rivolto a medici, infermieri e operatori socio-sanitari impegnati nel sistema dell’emergenza-urgenza, compreso il 118.

Elemento distintivo è proprio la partecipazione di professionisti specializzati nella gestione delle crisi ad alto rischio, come i carabinieri del Comando provinciale di Verona guidati dal comandante Vincenzo Reggio. Figure abituate a intervenire in situazioni estreme — dai tentativi di suicidio ai barricamenti — attraverso tecniche avanzate di comunicazione e negoziazione.

Il percorso formativo integra competenze sanitarie e operative: accanto al personale del pronto soccorso e del 118, partecipano psichiatri, psicologi, tossicologi, medici legali e sociologi. Il coordinamento scientifico è affidato al dottor Ciro Paolillo, direttore del Pronto soccorso di Borgo Trento, e al professor Stefano Tardivo, responsabile del Risk Management dell’AOUI di Verona.

I numeri confermano la crescente rilevanza del fenomeno. Nel 2024, su circa 125mila accessi complessivi al pronto soccorso dell’Azienda ospedaliera universitaria integrata di Verona, quasi 9.500 hanno riguardato disturbi comportamentali acuti. A livello nazionale, secondo il Ministero della Salute, si tratta di circa il 3% degli accessi.

Due i profili principali: da un lato i giovani, sempre più coinvolti in episodi legati all’abuso di sostanze, dall’altro gli anziani, spesso colpiti da disturbi cognitivi e stati di delirium.

Il corso punta su un approccio pratico e multidisciplinare. Oltre alle lezioni teoriche, ampio spazio è dedicato a simulazioni realistiche e analisi di casi clinici, per fornire strumenti immediatamente applicabili nella gestione quotidiana delle emergenze.

«La gestione dei disturbi comportamentali acuti rappresenta una delle sfide più complesse per i servizi di emergenza – spiega Paolillo –. Formare il personale significa aumentare la sicurezza, migliorare la qualità delle cure e garantire un ambiente protetto per tutti».

Un modello che rafforza la collaborazione tra sanità e Forze dell’Ordine e che punta a migliorare non solo la gestione delle crisi, ma anche la sicurezza complessiva nei pronto soccorso.