A Exor International la decima edizione del Premio Verona Giovani

Exor International si è aggiudicata la decima edizione del Premio Verona Giovani “per la capacità di servirsi delle moderne tecnologie in risposta alla crisi, senza dimenticare l’attenzione all’etica”: la società di San Giovanni Lupatoto ha conquistato il riconoscimento del Gruppo Giovani di Apindustria Confimi Verona quale realtà imprenditoriale veronese espressione della “tecnologia umana” che si è particolarmente contraddistinta nel proprio campo professionale, ovvero ha saputo interpretare lo spirito di crescita, sfida e ricerca di orizzonti inesplorati.

«Siamo giunti alla decima edizione del Premio Verona Giovani e in questi anni il nostro scopo è stato non solo far emergere figure imprenditoriali in senso classico, ma riconoscere il lavoro di diverse personalità che per vari motivi hanno saputo valorizzare l’immagine del nostro territorio», ha motivato il presidente del gruppo Giovani di Apindustria Confimi, Daniele Maccari. «Exor International rappresenta la tipica azienda manifatturiera locale, sia per dimensioni sia per tipologia di prodotto, che ha reso l’innovazione il proprio cavallo di battaglia con prodotti propri dell’industria 4.0. La rivoluzione tecnologica in atto sta avvenendo ad una velocità esponenziale mai vista nella storia. Ma il cambiamento tecnologico deve comportare anche trasformazioni dei modelli organizzativi, degli investimenti e delle scelte strategiche nella visione imprenditoriale». In questo Exor International può rappresentare un esempio.

«Noi giovani imprenditori – ha aggiunto Maccari – siamo entrati nelle nostre aziende durante la peggior crisi dell’ultimo secolo, in un contesto economico molto difficile e complesso. Crediamo però che ciò abbia rappresentato la nostra fortuna. Grazie a questo svantaggio iniziale, abbiamo sviluppato la capacità di leggere velocemente i cambiamenti per adattarci alle richieste del mercato, di orientare energie e idee verso le sfide di domani. La quarta rivoluzione industriale è la nostra grande opportunità: ci deve spingere a guardare al futuro con coraggio, ottimismo, fiducia e passione. Senza farci sopraffare dalla paura del cambiamento».

Domotica, robotica, Industriali Internet of Things declinato nelle Pmi, interfaccia uomo-macchina di ultima generazione per macchinari industriali, soluzioni su misura: sono ambiti sui quali l’azienda con sede nel veronese e tre filiali (tra Stati Uniti, Germania e India) ha ridisegnato la propria strategia per mantenersi competitiva nella commercializzazione di hardware e software.

Fondata nel 1971 dall’ingegnere Gaetano Gastaldin, conta 159 dipendenti, 100 dei quali presenti nella sede scaligera; il 40% della forza lavoro è costituito da laureati. «Il fatturato consolidato nel 2017 ammontava a 25 milioni di euro, in crescita del 18% rispetto l’anno precedente», ha rilevato Giuseppe Pace, amministratore delegato di Exor International dal 2009. Una prospettiva differente da quella di otto anni prima quando, a causa della crisi economica, il giro d’affari risultava essere più che dimezzato a 9,5 milioni di euro.

Nel 2009 la scomparsa del fondatore ha costretto l’azienda a ripensare come rispondere allo stato di difficoltà: «La prima scelta è stata mantenere tutti i posti di lavoro e valorizzare l’eredità che il fondatore aveva lasciato: un patrimonio di idee, concept innovativi e progetti già avviati, ma non ancora concretizzati. Non avevamo a disposizione formule segrete, codici di lettura o una strada già tracciata, ma vari pezzi di un puzzle che abbiamo ricomposto. Abbiamo raccolto la sfida e ci siamo adoperati con soci, dipendenti, clienti e fornitori per risalire passo passo e mettere l’azienda in sicurezza». Un progetto che si è rivelato vincente e il cui successo è ora suggellato dal Premio Verona Giovani. «Il team – ha concluso Pace – è stato fondamentale per il buon esito: il sacrificio del lavoro è stato riconosciuto e oggi gioiamo con orgoglio dell’impresa portata a termine».

Nelle precedenti edizioni il riconoscimento dei giovani imprenditori di Apindustria Confimi ha spaziato dalla cultura alla solidarietà, dall’impegno civile alla pratica sportiva, dallo spirito imprenditoriale alla ricerca e alla formazione. È stato attribuito infatti all’Università degli Studi di Verona (2017) per la qualità dell’insegnamento; alla Ronda della carità (2016) per le attività a sostegno dei senza fissa dimora; all’imprenditore Christian Oddono (2014), ambasciatore con la sua impresa alimentare del made in Italy nel mondo. E ancora a Luigi (Gigi) Fresco, nel 2013, presidente e allenatore della Virtus Vecomp; all’atleta e fondista paralimpica Francesca Porcellato (2012), al direttore d’orchestra Andrea Battistoni (2011), al regista Gaetano Morbioli (2010); nel 2009 ai ricercatori del laboratorio di ricerca sulle cellule staminali della sezione di Ematologia e Farmacologia del Policlinico di Borgo Roma e nel 2008 a Flavio Tosi, già sindaco di Verona.

 

Alessandra Moro
Sono nata a Verona sotto il segno dei Pesci; le mie radici sono in Friuli. Ho un fiero diploma di maturità classica ed una archeologica laurea in Lettere Moderne con indirizzo artistico, conseguita quando “triennale” poteva riferirsi solo al periodo in cui ci si trascinava fuori corso. Sono giornalista pubblicista dell’ODG Veneto e navigo nel mondo della comunicazione da anni, tra carta, radio, tv, web, uffici stampa. Altro? Leggo, scrivo, cucino, curo l’orto, visito mostre, gioc(av)o a volley. No, non riesco a fare tutto, ma tutto mi piacerebbe fare. Corro contro il tempo, ragazza (di una volta) con la valigia.

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